Timido, apparentemente un po' schivo e sull'attenti: questa la primissima impressione di questo grande agricoltore e floricoltore. In realtà Agostino ci mette poco a distendersi: è bastato spostarsi vicino ai suoi fiori o nella pionieristica serra in legno, che ha progettato lui stesso e fatto costruire, per capire che è a suo agio con e nella natura. Ha continuato l'attività del padre nel modo convenzionale per molti anni prima di scegliere, nel 1998 l'agricoltura biodinamica. Era stufo di malattie, intolleranze e allergie e voleva far crescere i suoi figli in un ambiente sano. Dopo avermi spiegato la pazzia di coltivare fiori biologici in un mercato totalmente controllato dalla chimica, mi porta nella gigantesca serra in legno in cui respiro un'aria buona, ho delle belle sensazioni. "E' il cosmo che interagisce con la terra: nelle serre di ferro questa interazione è più difficile". Ci spostiamo nei campi in cui noto un proliferare di erbe (che i più definirebbero infestanti ma per lui sono solo erbe spontanee, quelle che crescerebbero naturalmente nel terreno) insieme alle colture principali e gli chiedo se questo non soffoca la pianta e comunque non complica il lavoro. Nel video trovate la sua risposta. Questo agricoltore, che si aggira tra i campi con brillanti pantaloncini gialli e magliette colorate ci ricorda, ancora una volta, quanto buon senso abbia coltivare secondo natura, guardare le piante, gli insetti, le erbe e lo fa con una semplicità talmente disarmante che l'unica domanda che resta da chiedersi è: perchè non lo fanno tutti?